Teatro Sociale. “CORPO”

10312511_555715131209282_2351686890314780673_n

“Tu che brilli e il mondo non lo vede

Timida e leggera come neve

Anima lieve”

 (Negrita)

“CORPO”  (Satelliti 2014)

Il corpo è la cifra ineliminabile dell’essere, è involucro, esistenza, strumento di conoscenza e di dialogo.  Il corpo rappresenta la persona : siamo tutti “condannati”  ad esistere come esistenza corporea, siamo nel corpo, che è prigione e rifugio. E il corpo è il nodo cruciale del sentire e del pensare : ogni persona, prima di essere un soggetto pensante è un soggetto senziente, in cui il sentire è attraverso i sensi ma anche e soprattutto un sentire emozionale.

Il corpo orienta, governa, condiziona la biografia.  Le storie personali potrebbero essere costruite guardando ciò che la propria corporeità permette di vedere, udire, sentire : colori, suoni, odori, cicatrici (visibili o interiori) con tutto quello che rivelano.

Attraverso il Teatro noi mettiamo in scena il corpo, una corporeità che si scioglie, che perde rigidità, che diventa sinuosa e flessuosa, che si rilassa e si diverte : una corporeità piacevole che vuole offrirsi allo sguardo e che grida il  desiderio di vivere attraverso il proprio modo di essere, personale e irripetibile.

Attraverso il Teatro abbiamo scelto e “indossato” le parole che  ogni corpo racchiude per descriversi,  giocando a governare le immagini del nostro corpo attraverso l’obiettivo fotografico.

Il corpo di chi è diversamente abile, per lungo tempo concepito come stigma della diversità e marginalità, a teatro diviene identità in costruzione, cifra, segno poetico, simbolo di universale fragilità.

 

 

Lina Fortunato    conduzione laboratorio e regia

Simone Ludovico  fotografia